Ho trasferito il blog >LÌ poi è possibile che torni qui. ma per ora rimango li.
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Ho trasferito il blog >LÌ poi è possibile che torni qui. ma per ora rimango li. In chiesa a Cortogno, c’è un quadro del ’600 che raffigura i cosiddetti “santi guaritori” quelli a cui il popolo, povero e sfruttato, ricorreva prima che arrivasse il Servizio Sanitario Nazionale. Nella foto partendo da destra abbiamo Sant’Agata con due bei seni dentro ad una coppa, che dovrebbe curare le malattie al seno, vissuta alla fine dell’impero romano e a cui sono state amputate le mammelle, la sua vicina con cui parlotta è Santa Apollonia con pinza e relativo dente ovvia protettrice del mal di denti, anche lei brutalmente martirizzata. Tralasciando il crocifissio e la Maddalena, in fondo sulla sinistra ecco l’ultima protettrice, Santa Lucia, intenta ad osservare Gesù in agonia, con i suoi begli occhietti in una coppa. Non è cambiato niente, oggi si chiamerebbe voto di scambio…….Quindi, evviva il Servizio Sanitario Nazionale, evviva l’Italia! Duomo di Modena, questo potrebbe sembrare un normalissimo capitello di epoca matildica, in effetti lo è. Ma ha qualcosa di speciale, che lo rendere, come dice Dario Fo, il più efficace manifesto per la pace mai prodotto! Sono due guerrieri che si affrontano in battaglia, seri, determinati, che menano pesanti fendenti. Ma chi spunta a destra e a sinistra alle spalle dei due contendenti….? Due donne, anche loro arrabbiate, anche loro determinate che impugnano la ramazza e sferrano scopate ai loro compagni! . EVVVAIII!!! da: DARIO FO – Il tempio degli uomini liberi, il duomo di Modena- Franco Cosimo Panini- 2004 L’altro giorno, dopo 45 anni di pioggia e neve, ho fatto un giretto nel campo arato sopra la fornace per ascoltare cosa avevano da dire le lecosechevengonodalpassato. Guardavo la terra e tra i tanti e soliti coccetti spunta anche un dischetto. un dischetto piccolino e tutto consumato. mi sono detto forse una moneta!, una volta, era una moneta. Per fortuna c’era una giornata limpida, con il sole invernale potente, con la luce radente serale vedo un lettera “S” e una forma che sembra un cazzetto! Il dupondio era una monetina in bronzo o in una lega speciale chiamata Oricalco che valeva 2 assi (l’asse era l’unità di misura della monetazione romana). Il sesterzio ne valeva 4 di assi. Poi nel retro doveva esserci il bel testone di Antonino Pio, ora invece c’è un chiazza informe che assomiglia più ad un paramecio. Ora fatevi avanti esperti numismatici da tutto il mondo per demolire questo mio bel castello! - Devi solo lavorare meglio, con più impegno, per un orario più lungo, con meno benefits, una pensione ridotta, senza assistenza sanitaria e… e forse ritoccherò i prezzi. da: PETROLIO Quello che manca appare più evidente del reale che sta intorno. Ma i francescani non mi avranno mai! |
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