weblog di Davide Costoli


jack

Cos’è oggi?

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lalla! laaaa!

ancora cartina

Prima il disegno a matita

poi con il pennino e l’inchiostro seppia

infine lavoro finito, ma scansionato al tratto e quindi le sfumature dell’inchiostro seppia non si vedono!! ha ha son fesso! comunque l’originale è in mio possesso…x chi [...]

Lavori in corso in cartina

Un pò della val Tassobbio, un pò della val Crostolo, un pò della val Campola, un pò val Cerezzola , un buon numero di montagne, qualche casupola e chiesetta qua e la, strade a go-go. matita , gomma, gomma, pennarelli, [...]

Si è parlato di tutto

[...]

Schizzi con un secondo fine

Son di ieri sera questi poccetti! sembra che qualcosa [...]

Quel bel pezzo di San Giorgio a Cortogno

Ecco uno splendido certificato datato 16 aprile del 1735 dove si dice ( parola del vescovo di Reggio) che nel reliquiario in cristallo c’è una simpatica reliquia di San Giorgio martire. Le reliquie di San Giorgio sono sparse dalla Sicilia alla Valle d’Aosta. Dal Portogallo alla Terra Santa. Neanche un Kamikaze che si fa esplodere con [...]

Una predica

Ho trovato questi fogli ingialliti in mezzo ad un libro nella canonica a Cortogno, non so cosa sono, forse una brutta copia per le prediche del 1738, forse la bozza per un libricino sulla penitenza, forse basterebbe leggerle. Ci ho provato ma è come leggere un mio appunto preso in fretta. Comunque, cercasi un animo pio, [...]

Mascotte non si diventa.

C’era l’intenzione tempo fa, adesso c’è solo una simpatica mascotte e dei simpatici disegnetti. Dovevano servire per il sito della Proloco di Cortogno. adesso servono per riempire di cellulosa la mia camera. ;)

prodotti

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LETIZIA!

Lode e gloria al mio cugino Andrea e alla sua santa moglie Veronica che si son prodigati per ri-darci finalmente un altra Letizia a Cortogno. ecco la nuova [...]

Dipende dal punto di vista?

[...]

Sghiribizzoli giornalieri disegnati e pensieri masticati

Non penso a niente, non assomiglia a  nessuno, non vedo la differenza, è una cosa normale, non ci penso nemmeno, prima o poi arriva, stai tranquillo adesso, sarebbe bello , se vuoi farlo domani, oggi non è ancora piovuto, mangerei un bue, nessuno se n’è accorto……

E poi dicono che io non penso prima di far le [...]

Passato aggrappato alla pietra

[...]

La lingua di Gabrina e i simpatici reggiani

Non lo sapevo.

linguan

Gabina degli Albeti, nella viscontea Reggio Emilia, il 13 Luglio del 1375 venne portata in tribunale come fattucchiera di fronte a una corte civile, non ecclesiastica, presieduta da un vicario del Podestà.
Evitò il rogo perché fu processata in anni in cui la procedura  dell’Inquisizione brancolava
tra incertezze di vario genere e indecisioni di poteri; infatti i due ineffabili Domenicani Sprenger e Kramer, autori del “Malleus Maleficarum”, l’onnipotente manuale antistrega, non erano stati ancora concepiti.
Se in  alcune regioni d’Europa  e d’Italia le streghe  venivano già spedite al rogo dagli inquisitori civili a braccetto con quelli ecclesiastici, in altre le serve del Demonio se la cavavano con poco, o meglio, come scrive Tommaso da Camerino, venivano trattate con “misericordia”. Tornando a Gabrina, che avesse o meno stipulato un patto col Diavolo poco importava al tribunale laico, che aveva avuto sentore della sua fama crescente come fattucchiera.
Lei era guaritrice ed erbaiola nota ma, per chi la giudicava, i suoi medicamenti e le formule propiziatorie sussurrate mentre somministrava i farmaci erano un esercizio di magia, vietato dalle leggi civili.
Se poi la donna violava anche le leggi ecclesiastiche tanto meglio; questo avrebbe giustificato ulteriormente la condanna.
Perché la pena  che le sarebbe stata inflitta doveva servire a quanti credevano di potersi arrogare un potere che doveva essere solo dei medici e dei preti.
In effetti l’Inquisitio cioè l’atto dell’istruttoria giunto fino a noi nell’archivio di Reggio giudicava Gabrina colpevole di essere  stata scelta da Satana per agire contro Dio a danno delle anime.
Attenzione: se di anima parla un tribunale civile, la sua distanza da quello ecclesiastico è più breve di un sospiro.

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