
Vi è mai capitato di leggere o vedere qualcosa di particolare e poi cominciare a notare che la cosa si ripete in sequenza ravvicinata?
Lunedì sono andato al cinema a vedere STAR TREK (non parlo di questo però), eravamo in quattro: io la mia metà buona, Marco e Alle. Al termine del film siamo rimasti in attesa guardando i titoli di coda, sperando in qualche chicca da dopo titoli.
Quando ci siamo resi conto che nulla sarebbe apparso, io e Marco ci siamo incamminati all’uscita e siamo rimasti in attesa degli altri davanti all’ingresso del cinema. Stiamo lì a scambiarci commenti sul film qualche minuto… e non arriva nessuno. Nel frattempo il cinema si è svuotato e i responsabili del cinema cominciano ad aggirarsi intorno alle porte per predisporre la chiusura.
A quel punto arriva Giorgia (la metà buona) dicendoci che Alle è andato in bagno.
Restiamo in attesa, e gli “ometti” del cinema cominciano a sbloccare le porte, noi ci precipitiamo ad informarli del nostro amico che è in bagno, loro fanno un cenno come dire: “noi sappiamo tutto”. Passa ancora qualche minuto e gli “ometti” ci chiedono: —ma voi siete proprio sicuri che sia in bagno? Siamo andati a vedere e nessuno risponde!—.
A quel punto li accompagno a perlustrare i dintorni della sala, controlliamo un bagno che è bloccato da un espositore, nulla… cominciamo a preoccuparci, loro che cominciano a dire – sarà mica svenuto in bagno? – quando bello come il sole ecco Alle uscire dalla sala, era tornato a vedere i titoli fino alla fine.
Gli “ometti” comprensivi dicono — nessun problema, i titoli sono tuoi, li hai pagati— e aggiungono — capita sempr
e, sapessi quanti si addormentano in sala o svengono nel bagno…—
Salutiamo gli “ometti” e raggiungiamo gli altri, qualche risata e poi andiamo a casa.
La cosa poteva finire lì, invece questa mattina Alle mi manda la foto che vedete e racconta che la notte scorsa qualcuno è rimasto chiuso in bagno


















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