Parlavo nel post precedente di Mercati che sono conversazioni, questa di seguito è la prima case history che vi propongo sulla potenza del web 2.0.
Come si diceva le aziende non possono più sottovalutare il web, perché è finito il tempo in cui le aziende erano le uniche fonti di informazione sul prodotto e il brand (su questo discorso scriverò ancora).
Ho trovato la notizia che la BioBottle di Sant’Anna è stata premiata perché ecologica, riciclabile e bla bla bla.
Bene dopo avere letto la notizia mi è scattato il campanello. Naturale 100% dicono, mmh si però…
Ho cominciato a guardare in rete e cercare notizie su come è prodotta, nessuno nominava il tipo di tecnologia, io sospettavo fosse prodotta con mais visto che allo stato attuale mi risultava l’unica fonte per la bio plastica veramente disponibile. Il mais come fonte della bio plastica è tipo quello di Mater-bi, che conosco e apprezzo ma è anche allo stesso tempo una preziosa fonte alimentare che come per i bio-carburanti potrebbe creare dei grossi problemi alimentari ed ecologici.
Ho continuato a trovare discorsi generici e un po’ superficiali.
Poi trovo questo blog dove in un commento si dice: …la bioplastica usata da Sant’Anna non deriva dal mais (sarebbe troppo costosa), ma dalle biomasse (tipicamente scarti vegetali industriali…
Bene, visto che le affermazioni campali di questo tipo, senza link che ne provassero la veridicità, mi puzzano sempre o di leggerezza o di fake-marketing ho continuato a cercare e trovato questo documento che mi sembra decisamente ufficiale e autorevole:
Infatti la “Bio Bottle” reclamizzata deriva da amido di mais, che dà vita a un polimero denominato PLA. La ecosostenibilità della produzione di bottiglie di PLA sarebbe in realtà fortemente discutibile, perché la sottrazione di grandi quantitativi di mais all’uso alimentare crea squilibri nella distribuzione delle risorse alimentari e fa crescere i prezzi dei cereali destinati al consumo alimentare. Inoltre la coltivazione del mais richiede un ingente consumo di acqua, un bene scarso in molte zone della Terra. La “Bio Bottle” è biodegradabile solo se viene posizionata in appositi siti di compostaggio industriale con un rialzo termico oltre i 50°, ma siti di questo tipo allo stato in Italia non esistono e non ne risulta prevista la progettazione.
A questo punto non sono qui a dire che la bottiglia di Sant’Anna sia un iniziativa da scartare, ma sarebbe da discutere onestamente nelle sue implicazioni. Le aziende devono capire che per costruire la loro immagine e credibilità non basta più fare operazioni di immagine, ma vanno perseguite fino in fondo.
Ricordate “I mercati intelligenti troveranno i fornitori che parlano il loro stesso linguaggio.” tesi 32 del Cluetrain Manifesto.
PS a proposito di Mater-bi e delle tecnologie che avanzano.
Linko qui un altro post che approfondisce il tema.


















Falso.
Il consumo di cereali ad utilizzo non alimentare riguarda lo 0,04% della produzione mondiale. Mentre scrivo e prima del pla buona parte del mais , ad esempio, è coltivato ad uso zootecnico.
I consumi di acqua per la coltivazione del mais sono riferiti agli standard Europei. Il polimero proviene dagli USA (Iowa e Minnesota) dove le precipitazioni naturali sono sufficienti a garantire l’irigazione dei vegetali.
I siti di compostaggio esistono eccome, non a caso il prodotto deve avere il riconoscimento del CIC (Consorzio Italiano Compostatori) per potervi accedere. Ogni dettaglio su http://www.compost.it
Io non sostengo che sia vero o sia falso, sottolineo solo che il discorso è complesso e va affrontato con trasparenza. Dal sito di s. Anna non si evince l’origine della plastica e neanche la tipologia, dalle notizie riportate in giro per la rete (alcuni li ho linkati) addirittura ne escono false informazioni e questo trovo che sia un modo pessimo di lanciare un prodotto. Sicuramente è un buon progetto ma va valutato in tutte le sue implicazioni.
[...] fresca di giornata una case history che si ricollega idealmente al discorso BIO BOTTLE di cui parlavo poco tempo [...]
Nella raccolta differenziata,dove vanno buttate le bottiglie on PLA?????