Ieri sera sono finalmente andato a vede District 9, ne avevo già parlato mesi fa, ne ero rimasto molto intrigato appena visto i presupposti, un nave piena di alieni profughi a Johannesburg che vengono poi ghettizzati.
Il film poteva essere benissimo una cialtronata, invece mantiene le promesse, una metafora del diverso che ci fa paura. District 9 non è un film Holliwoodiano e infatti in sala ho sentito commenti insoddisfatti, non aspettativi Transformer per intenderci, senza essere un film d’essai è un film intelligente che coniuga il linguaggio del cinema di fantascienza d’azione ma con un taglio e un registro narrativo che pochi film di genere riescono a raggiungere. Senza anticipare nulla della trama aggiungo solo che tra i personaggi non ci sono eroi, solo persone intrise di pregiudizi e piccinerie che nel momento della verità riveleranno anche il peggio di se. La scelta stilistica della forma documentaria è molto azzeccata, anche se non è portata agli estremi rigorosamente, ad un certo punto smette il documentario e diviene semplicemente camera a mano, è comunque d’effetto e ben riuscita.
Fast Tube by Casper


















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