Sempre sabato, uscendo dalla mostra di Hopper, visto che erano appena le 13,30 e la giornata bellissima, ci siamo decisi ad andare alla Pinacoteca di Brera, una meta che punto da anni ma che ogni volta che venivo a Milano per mostre, non avevo poi mai il tempo di andare a visitare. Quindi, visto che io mi definisco un disperso geografico, insomma mi perdo anche nel salotto, sapevo che Brera era vicina al Duomo ma non essendoci mai andato, la mia dolce metà chiede informazioni alla biglietteria di Palazzo Reale se gentilmente potevano indicarci la strada, ebbene, torna da me che nel frattempo reggo i cappotti, la borsa e le sciarpe e mi dice —è vicino al Castello Sforzesco— io rispondo, —ma come il Castello, dovrebbe essere qui dietro, —ma lei insiste, —ha detto che lei ci va sempre, mi ha consigliato di andare in metro perché è lontano— a parte che non è lontano, questi Milanesi mi sa che sono un po’ pigri, ci dirigiamo a piedi, verso il castello ma non troviamo indicazioni, chiediamo ad un edicolante che ci indica, a Brera dovrebbe essere giu di la, sempre indicando il Castello, giunti allo slargo del Castello, chiediamo a due signore, che ci dicono —ah, Brera è dall’altra parte verso il Duomo— sic! E meno male che ci andava sempre. Ci mettiamo di buona lena, sulla strada del ritorno e man mano che ci avviciniamo chiediamo ancora, dopo due tentativi a vuoto, ci dicono di prendere la Galleria Vittorio Emanuele e di procedere dietro la Scala, procediamo e ancora nessuna indicazione, il nulla fino quasi alla fine, giunti in Pinacoteca finalmente scopriamo che è il bicentenario ed è presente una mostra particolare, Carlo Crivelli a Brera presente fino al 28 marzo 2010, una chicca magnifica compresa nel biglietto di 10 euro della Pinacoteca, che ricompone le opere polittiche smembrate per scambi in un periodo non proprio illuminato.
Di Brera ho sempre nutrito il sospetto che fosse poco valorizzata e infatti anche in questo caso è così, insomma è il bicentenario e si organizza un evento di valore come quello di crivelli e a parte qualche cartellino appeso nella metro, nulla, neanche un manifesto, uno striscione appeso per attirare in Brera la gente, l’afflusso era buono ma nulla di stravolgente e infatti nella classifica dei 30 musei più visitati Brera non compare, e lasciatemi dire che è un peccato perché ci sono pezzi che farebbero invidia ai più famosi musei del mondo, ma immagino che gli sponsor preferiscano i Multisala Reali, che finanziare una Brera defilata, anche se ho visto un Pirelli in bella mostra “nell’acquario” dove restaurano le opere in bella vista.
Brera è un gioello, che andrebbe valorizzato ma che non so per quale motivo si ritiene più importante organizzare un evento su Leonardo a Palazzo Marino, dove si espone una sola opera proveniente dal Louvre e se ne fa una gran fanfara, e si dimentica che alla piancoteca ci sono dei pezzi che da far impallidire il Louvre.
Insomma, questa Brera è sconosciuta ai sui stessi cittadini, tanto che i più non sanno nemmeno indicarti dove si trova, vi immaginate andare a Parigi e chiedere informazioni sul Louvre, il Museo d’Orsay o il Centre Pompidou e sentirsi rispondere, ma forse è di la, non so, oppure essere indirizzati in tutt’altra direzione, magari se gli eventi spettacolo li organizzassero anche per valorizzare le cose che ci sono, come Brera, magari la città si arricchirebbe e in un contesto museale anche un allestimento modesto, o di meno pretesa a parer mio è meglio accettabile, perché comunque c’è il museo a dare supporto all’evento.
Avete fino al 28 marzo per vedere Crivelli, io ve lo consiglio è veramente da non perdere.


















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