Questa sera ho rivisto dopo non so quanto, molto, troppo tempo, Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo, l’ho visto in lingua originale ed è uno spettacolo fin dai primi secondi! A me pare che di film così, che certo non si possono dire film d’essais, non se ne facciano più, Tarantino che dice di essere un grande fan di Leone è un manierista che pur piacendomi non ha capito la vera natura di quei film, film intelligenti e con una visione del mondo dietro. Ecco io Avatar non l’ho ancora visto, lo andro a vedere appena possibile ma ho timore che non sarà un Buono, Brutto e Cattivo, anche se in potenza lo poteva essere, si parla della sua visione ecologista, una metafora del nostro mondo al collasso che uccide e sfrutta. In potenza potrebbe essere un grande film, ma ho letto delle recensioni e temo che alla fine si esaurisca tutto nell’estetica, spero di sbagliarmi! (aggiornamento questa recensione tema che chiuda le mie aspettative su Avatar)
Beh dopo Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo mi sono andato a vedere su Wikipedia due o tre cosette sul film e cosa ti trovo?:
Egli raccontò inoltre una vecchia storia a proposito della guerra: “Volevo mostrare l’imbecillità umana in un film picaresco insieme alla realtà della guerra. Lessi da qualche parte che 120.000 persone morirono nei campi sudisti come Andersonville, ma da nessuna parte venivano citati gli stermini dei campi di prigionia nordisti. Si sente sempre parlare del comportamento vergognoso dei perdenti, mai dei vincitori. Così decisi di mostrare lo sterminio in un campo nordista. Agli americani questo non piacque… la guerra civile americana è un soggetto quasi tabù, perché la sua realtà è folle e incredibile. Ma la vera storia degli Stati Uniti è stata costruita su una violenza che né la letteratura né il cinema avevano mai mostrato come si deve. Personalmente tendo sempre a contrastare la versione ufficiale degli eventi – senza dubbio questo si deve al fatto che sono cresciuto sotto il fascismo. Ho visto in prima persona come si possa manipolare la storia, per cui metto sempre in dubbio quello che viene divulgato. Per me è diventato un riflesso incondizionato.” Il campo di prigionia dove vengono portati il Biondo e Tuco è basato proprio sui bassorilievi d’acciaio di Andersonville realizzati nell’agosto del 1864, quando erano presenti circa 35.000 prigionieri. In aggiunta a ciò, alcune scene esterne del film furono influenzate dall’archivio fotografico di Mathew B. Brady. Van Cleef ricordò, a questo proposito: “Il campo di prigionia che Sergio aveva costruito non era niente di che – solo poche case e un sacco di steccati. Ed era sovraffollato, ma ti dava l’impressione che durante la guerra civile dovesse essere proprio così. Era come alcune immagini che avevo visto di Andersonville… proprio come una fotografia di Brady.”
Riguardo l’ambientazione del film, Sergio Leone disse:
« Gli autori americani dipendono troppo da altri sceneggiatori e non approfondiscono a sufficienza la loro stessa storia. Nel preparare Il buono, il brutto, il cattivo scoprii che durante la guerra civile, in Texas c’era stata una sola battaglia, il cui vero obiettivo era la proprietà delle miniere d’oro del Texas. Lo scopo della battaglia era di impedire al Nord (o al Sud) di mettere per primo le mani sull’oro. Così, mentre ero a Washington, cercai di trovare ulteriore documentazione su questo avvenimento. Il bibliotecario, lì alla Biblioteca del Congresso, la più grossa biblioteca del mondo, mi disse: “Credo che si sbagli. Il Texas, dice, signore? Deve esserci un errore. In America nessuno ha mai combattuto una battaglia per le miniere d’oro, e in ogni caso la guerra civile non è mai arrivata al Texas. Torni fra due o tre giorni e le farò qualche controllo. Ma sono sicurissimo che si sbaglia”. Beh, ritornai dopo due o tre giorni, e questo tizio mi guardò come se avesse visto un fantasma. “Ho qui otto libri”, disse, “e tutti fanno riferimento a questo particolare avvenimento. Come diavolo faceva lei a saperlo? Lei legge solo l’italiano, perciò come ha fatto a scoprirlo? Adesso capisco perché voi italiani fate film così straordinari. Sono vent’anni che sono qui, e non c’è stato un solo regista americano che si sia mai preoccupato di venire a informarsi sulla storia del West”. Beh, adesso ho anch’io una biblioteca enorme – a Washington, per otto dollari, ti fotocopiano un libro intero!»


















Fenomenale l’aneddoto, come tutto ciò che si racconta sui film di Sergio Leone. Ecco, questo tuo post mi spinge a intervenire: ogni volta che su Rai3 passa un film di Leone resto lì incollato allo schermo come ipnotizzato. Non mi succede con nessun altro regista. Penso come te che ci fosse una capacità affabulatoria nel suo cinema e al tempo stesso una tale forza nel messaggio che di volta in volta vi andava a codificare, che insieme componevano la miscela perfetta. E’ la magia del racconto, di cui risente chiunque, a partire dal sottoscritto per arrivare fino a Tarantino. Non puoi resistere: se almeno una volta nella vita hai cercato di raccontare/rappresentare una storia, non puoi non apprezzare questa abilità.
Il buono, il brutto, il cattivo ho avuto anche la fortuna di vederlo sul grande schermo, l’estate scorsa, qui a Bologna. E vederlo nel formato originario pensato da Leone porta la sua vocazione epica a un livello straordinario, che riesce a far sparire nel godimento della visione i tanti piccoli blooper di cui la pellicola è costellata.