SU AVATAR

rene-magritte

Innazi tutto scusate la latitanza, periodo intenso, avatar è già una settimana che l’ho visto e solo ora riesco a fermarne le impressioni dello schermo.

Avatar è un film che aspettavo da anni, cioè aspettavo il ritorno di Cameron, ma, probabilmente complice il fatto che in Italia il film è slittato di un mese rispetto al resto del mondo dandomi il tempo di vedere e leggere impressioni sul film, era subentrata un’impressione di possibile “pacco”, gli “indiani” blu mi parevano poco significativi e niente affatto originali la situazione era chiara e lampante nelle sue logiche fin dall’inizio e quindi ho quasi pensato di saltare la visione, l’unica molla che mi incuriosiva ancora era sta’ benetta tecnologia di ripresa 3D che tutto sommato ero curioso di vedere (ne parlavo già qui).

Bene, ora l’ho visto e posso parlare con cognizione di causa e devo dire che non sono uscito con la sensazione di essere stato preso per il cucù e di questi tempi è già molto, però, si c’è un però, non è un film che mi ha entusiasmato, sopratutto non è un film che rivedrei, già Titanic mi ha fatto quell’effetto e infatti non l’ho più rivisto, al contrario di tutti gli altri film di Cameron che negli anni ho rivisto più e più volte e sempre come fosse la prima.

Con Avatar si ha l’impressione di rivedere tutte le icone visive dei film di Cameron ma senza aggiunta di nulla se non la tecnologia 3D, che, onore al merito è pienamente riuscita, non avevo ancora visto nulla con gli occhialetti e prima dell’inizio di Avatar hanno mandato in onda il provino in 3D di un qualche remake del richiamo della foresta, quasi mi cascavano le braccia, personaggi sparati davanto al naso e fondali piatti una visione disturbante e fastidiosa, Abbiamo tremato, se questo era ciò che ci aspettava saremmo scappati in bagno con la nausea, poi è iniziato Avatar e a parte un primo fastidio per abituarsi alla cosa, devo dire che il risultato è decisamente sopra le righe, ma, si c’è anche un ma, devo anche dire che tutto sommato non è una tecnologia di cui d’ora in poi non potrò fare a meno, anzi, la trovo si, interessante e sicuramente, richiamo della foresta docet, ce la riproporranno in tutte le salse fino alla nausea ma resta a mio parere un espediente non troppo indispensabile. Cameron come dicevo è un grande professinista e qui si vede l’intelligenza del mestiere, infatti il 3D è stato usato in un ambientazione che ne esalta le proprietà, una situazione dove le montagne di Magritte prendono vita e i personaggi saltano e volano da ogni dove, inseguiti da qualsiasi cosa possibile, permette scorci e inquadrature che ne esaltano le caratteristiche di prospettiva 3D, ma questa è una furbata che non tutti i film si potranno permettere, è per questo che dico che alla fin fine mi sembra una tecnologia non indispensabile (che tra parentesi a livello di comunicazione, chiamare 3D questa tecnologia non lo trovo una furbata, come accidenti faccio a distinguerla dal 3D alla Pixar per dire?).

In Avatar, dicevo, si ripetono tutti gli espedienti del cinema da lui già diretto, non sto qui a tediarvi più di tanto sulla struttura narrativa e i topii del cinema di Cameron, ne ha scritto bene qui De Matteo leggetevi lui, ma oltre a quanto De Matteo dice, l’impressione nonostante le suggestioni animiste è di un buon prodotto di mestiere ma senza anima, Avatar è un prodotto di massa all’ennesima potenza, su questo non c’erano dubbi ma fin ora Cameron era sempre riuscito ad aggiungere un elemento impalpabile, quel quid che lascia traccia e non invecchia, una potenza iconica che a distanza di tanti anni si rivede senza percepirne l’invecchiamento, riguardatevi Terminator 1 e 2, The Abiss, Aliens e sicuramente non avrete l’impressione di vedere dei film di vent’anni fa, ho l’impressione che Avatar fra qualche anno, passata la sbornia quando la tecnologia 3D sarà migliorata e acquisita come strumento comune, sarà un ricordo lontano e se ne parlerà solo per gli incassi al botteghino.

Onore al merito di Cameron, ha sviluppato una tecnologia in un modo mai visto prima, se ci pensate il 3D è roba inventata nel 1832, e vivrà di rendita anche solo per questo, è sicuramente riuscito a fare un film di successo, i produttori continueranno a riempirlo di finanziamenti e dopotutto ha anche il merito di avere toccato un argomento di sensibilità ecologica, facendo passare dei memi in un prodotto di massa, che ho apprezzato molto, ma dal punto di vista di un cinefilo e non di un ragazzino l’impressione iniziale non è cambiata tanto, ridimensionata perché comunque il film è godibile, ma la storia è appunto scontata e prevedibile fino quasi al ridicolo e solo il grande mestiere di Cameron ne salva la fruibilità, non vorrei che questo diventasse l’ABC del cinema di successo, trame scontate e fuochi di artificio, ma invece sarà così, già lo era prima (Transformers e Co) e lo sarà di più domani. I tempi del cinema Pop di Sergio Leone sono finiti ora siamo alla fine del barocco, a chi la spara più grande, speriamo che la sbornia passi presto e si diventi tutti consapevoli che la storia da qualche parte ci deve pur essere.

P.S. nessuno, presi dal polverone dello stroboscopico, sembra essersi reso conto del punto di svolta della resa rendering 3D dei personaggi, i Na’vi sono così realistici da farti perdere la consapevolezza che non sono attori, fra poco rivedremo Bogart al cinema ;)

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5 comments to SU AVATAR

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    Concordo quasi al 100%, perché pur con tutti i limiti che metti in luce e che indubbiamente ci sono (per far presa più facilmente, appunto, sulle fasce d’età più basse, Cameron ha confezionato una storia semplice semplice, con tanto di lieto fine, praticamente una fiaba), resto convinto che d’ora in avanti il cinema dei kolossal dovrà per forza di cose confrontarsi con Avatar, come e più di quanto è accaduto in passato per Star Wars.

    Il 3D però chiama i registi anche a nuove responsabilità: padroneggiare la tecnica per il buon esito finale non è così scontato come per il cinema classico e – non che sia difficile da prevedere – possiamo lecitamente attenderci d’ora in avanti i migliori pastrocchi dai tempi fratelli Lumière ;-)

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    A proposito… Grazie per i link!

  • Infatti, entropia cinematografica a go go, ci sarà sempre più rumore e fumo da scansare per trovare le perle. Speriamo che Ridley Scott con il suo prossimo progetto in 3D stroboscopico non faccia rimpiangere il cinema in bianco e nero ;)

    http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/10990/ridley-scott-ritorna-al-cinema-di-fantascienza/

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    L’ultimo work in progress d’ispirazione SF di Ridley Scott di cui si è parlato mi sembra che fosse Il mondo nuovo: http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/12704/il-mondo-nuovo-di-scott-e-di-caprio/
    Potrebbe essere l’occasione di girare l’ultimo kolossal sci-fi dell’era pre-3D. Forse sarebbe un approccio più sicuro, piuttosto che voler fare il primo kolossal dell’era 3D con una storia di spessore… :-) Ma poi, al cinema, chi andrebbe a vederselo?

  • Great One…

    I must say, its worth it! My link, http://carry.novoblog.com/,thanks haha…

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