Qualche settimana fa sull’Espresso ho seguito le polemiche di Eco e Vattimo sull’opportunità o meno di boicottare gli intellettuali israeliani (qui e qui), io sono d’accordo con Eco non è possibile boicottare in toto gli intellettuali di un paese, perché non se ne condivide la politica, in questo clima Vattimo sarebbe boicottabile da un paese che non approva la politica del Governo Berlusconi, lui, fervente oppositore.
Bene, pare che L’Egitto la pensi un po’ come Vattimo e a farne le spese non sono solo gli intellettuali Israeliani, ma gli attori che osano abbracciare sulla passerella attori israeliani (qui).
GERUSALEMME — Galeotto fu l’abbraccio. «Khaled, guarda qui!». Flash. «Liraz, vòltati!». Raffica di scatti. Un mese fa, un po’ imbarazzati, i due sorridevano sulla Croisette. Lui impomatato e incravattato. Lei coi capelli sciolti sulle spalle scoperte. Lui egiziano: attore impegnato nella politica e dai contratti con la tv di Stato. Lei israeliana: attrice trasferita a Hollywood e con un breve passato di cantante. Khaled al-Nabawy e Liraz Charhi si godevano il loro minuto di red carpet, a Cannes. Due belle particine di fratello e sorella in Fair Game, l’ultimo film con Sean Penn e Naomi Watts, storia di Spy&Iraq. «Abbracciatevi!», aveva gridato alla fine un paparazzo: e loro s’erano abbracciati. Senza pensarci troppo. Senza immaginare che quella foto, rimbalzata su tutti i siti mediorientali, pubblicata su tutti i giornali arabi, avrebbe scatenato l’ira. E sarebbe costata il posto.


















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