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	<title>PENSIERI LATERALI &#187; etica della comunicazione</title>
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	<description>{memi senzienti che prendono il sopravvento}</description>
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		<title>DI CHI È FACEBOOK?</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 07:38:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[etica della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Su Repubblica compare la notizia che un grafico di NY accampa il diritto dell&#8217;84% delle azioni di Facebook:</p>
<p>Un designer di New York ha fatto causa a Facebook e ne ha per ora  ottenuto il congelamento dei beni. Paul D. Ceglia, questo il nome  dell&#8217;uomo, sostiene di essere il legittimo proprietario dell&#8217;84% delle  azioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/uploads/2010/07/facebook-smileys.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1749" title="facebook-smileys" src="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/uploads/2010/07/facebook-smileys.jpg" alt="" width="404" height="303" /></a></p>
<p>Su <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/07/13/news/facebook_causa-5571047/?ref=HREC1-11" target="_blank">Repubblica</a> compare la notizia che un grafico di NY accampa il diritto dell&#8217;84% delle azioni di Facebook:</p>
<blockquote><p>Un designer di New York ha fatto causa a Facebook e ne ha per ora  ottenuto il congelamento dei beni. Paul D. Ceglia, questo il nome  dell&#8217;uomo, sostiene di essere il legittimo proprietario dell&#8217;84% delle  azioni del popolare social network. Secondo la versione di Ceglia, Mark  Zuckerberg, fondatore di Facebook, gli aveva chiesto di occuparsi del  design del sito al momento della sua nascita, nel 2003. I due avevano  firmato un contratto con cui Zuckerberg prometteva a Ceglia 1.000  dollari, il 50% delle azioni e un ulteriore 1% in più per ogni giorno  passato fino alla realizzazione del sito, completato 34 giorni dopo. Da  qui la richiesta dell&#8217;84% delle azioni del social network, valutato 6,5  miliardi di dollari.</p></blockquote>
<p>Magari è una causa frivola, come l&#8217;ha definita Zuckerberg, ma è sintomatica di un atteggiamento diffuso nel mondo della grafica e del web, i clienti non sono coscienti del valore del lavoro dei professionisti, la percezione è mediamente inesistente, si stenta a fare capire che certe cose hanno un costo in termini di tempo di originalità e mestiere, magari questa storia è esagerata o addirittura fasulla, non so e il giudice verificherà, ma comunque è sintomatica della difficoltà a farsi rendere il dovuto in questo settore.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.up-comunicazione.com%2Fpensierilaterali%2F2010%2F07%2F14%2Fdi-chi-e-facebook%2F&amp;linkname=DI%20CHI%20%C3%88%20FACEBOOK%3F"><img src="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>IL VERDE NON È GREEN!</title>
		<link>http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/2010/04/06/il-verde-non-e-verde/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 11:08:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[case history]]></category>
		<category><![CDATA[etica della comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p class="wp-caption-text">Bruce Nauman: Green light corridor-1970 &#124; Photo©Giorgio Colombo,Milano</p>
<p>Trovo su Ecoblog una notizia del Ny Times, che nell&#8217;articolo riporta la dichiarazione di Michael Braungart:</p>
<p>“Ironic, isn’t it?” said Michael Braungart, the German chemist who co-wrote “Cradle to Cradle,” the best-selling sustainable design book, and co-founded the U.S. design consultancy McDonough Braungart Design Chemistry. “The color green can never [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1651" class="wp-caption alignnone" style="width: 572px"><a href="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/uploads/2010/04/bruce-nauman-green-light-corridor-1970.jpg"><img class="size-full wp-image-1651" title="bruce-nauman-green-light-corridor-1970" src="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/uploads/2010/04/bruce-nauman-green-light-corridor-1970.jpg" alt="Bruce Nauman: Green light corridor-1970 | Photo©Giorgio Colombo,Milano" width="562" height="573" /></a><p class="wp-caption-text">Bruce Nauman: Green light corridor-1970 | Photo©Giorgio Colombo,Milano</p></div>
<p>Trovo su <a href="http://www.ecoblog.it/post/10207/il-lato-tossico-dellessere-verde-letteralmente" target="_blank">Ecoblog</a> una notizia del <a href="http://www.nytimes.com/2010/04/05/arts/05iht-design5.html" target="_blank">Ny Times</a>, che nell&#8217;articolo riporta la dichiarazione di Michael Braungart:</p>
<blockquote><p>“Ironic, isn’t it?” said Michael Braungart, the German chemist who co-wrote “Cradle to Cradle,” the best-selling sustainable design book, and co-founded the U.S. design consultancy McDonough Braungart Design Chemistry. “The color green can never be green, because of the way it is made. It’s impossible to dye plastic green or to print green ink on paper without contaminating them.”</p></blockquote>
<p>Insomma stampare plastica, produrre carta e inchiostri verdi non può essere &#8220;green&#8221; allo stato dell&#8217;arte!</p>
<p>Sarà dura cambiare il meme &#8220;green&#8221; dalla mente della gente ora che è entrato e veicolato da tutti i media, resta però l&#8217;interrogativo, è ancora il caso di usare tale colore con tanta leggerezza per campagne di enti che vogliono dare un immagine di se ecologica?</p>
<p>Foto by <a href="http://alexandrapspaulding.wordpress.com/2009/06/" target="_blank">alexandrapspaulding</a></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.up-comunicazione.com%2Fpensierilaterali%2F2010%2F04%2F06%2Fil-verde-non-e-verde%2F&amp;linkname=IL%20VERDE%20NON%20%C3%88%20GREEN%21"><img src="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I GIORNALISTI ROBOT E IL MITO DELL&#8217;OBIETTIVITÀ</title>
		<link>http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/2010/03/26/i-giornalisti-robot-e-il-mito-dellobiettivita/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 10:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Memi]]></category>
		<category><![CDATA[case history]]></category>
		<category><![CDATA[etica della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Da Repubblica:</p>
<p>&#8220;Fare il giornalista è sempre meglio che lavorare&#8221;, recita un vecchio detto, e in questa massima c&#8217;è tutto il romanticismo legato a una professione affascinante, per quanto spesso sotto accusa. Da qui a qualche anno però a scattar foto, fare domande e scovare notizie potrebbe non essere più il classico cronista ficcanaso ma un robot [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/uploads/2010/03/goldrak3fq6.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1645" title="goldrak3fq6" src="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/uploads/2010/03/goldrak3fq6.jpg" alt="goldrak3fq6" width="480" height="370" /></a></p>
<p>Da <a href="http://www.repubblica.it/scienze/2010/03/26/news/arriva_il_robot_giornalista_fa_quasi_tutto_ma_non_pensa-2905266/" target="_blank">Repubblica</a>:</p>
<blockquote><p>&#8220;Fare il giornalista è sempre meglio che lavorare&#8221;, recita un vecchio detto, e in questa massima c&#8217;è tutto il romanticismo legato a una professione affascinante, per quanto spesso sotto accusa. Da qui a qualche anno però a scattar foto, fare domande e scovare notizie potrebbe non essere più il classico cronista ficcanaso ma un robot fatto di lenti e bulloni, capace di intercettare le &#8220;news&#8221; e in un colpo solo intervistare i protagonisti e fotografarli. Certo non una buona notizia per chi sogna di inserirsi in un mondo già inflazionato, ma il progetto è serio e secondo gli scienziati potrebbe risolvere il problema della oggettività dell&#8217;informazione.</p>
<p>…</p>
<p>L&#8217;unico problema è che il robot non sa ancora pensare, e questa resta sempre una gran differenza.  <strong><em>(nota mia: qui ci sarebbe da ridere, con una battutaccia grassa di modello toscano!)</em></strong></p></blockquote>
<p>Il mito dell&#8217;obiettività nell&#8217;informazione è duro a morire, NON può esistere un informazione obiettiva neanche da parte di un Robot che, come tutti coloro che masticano la teoria dell&#8217;informazione, della tecnologia e il mondo del progetto, dovrebbero sapere che il MEDIUM NON È MAI NEUTRO! A fronte di una informazione attualmente deviata a colpi di investimenti pubblicitari e ingerenze politiche, come la metteremmo di fronte ad un informazione gestita interamente da dei software, i cui parametri non sono assolutamente <em>neutri</em> ma anzi scritti da menti umane e manipolabili più delle coscienze!?</p>
<p>Da <a href="http://crisis.blogosfere.it/2010/03/notizie-no-public-relations.html" target="_blank">Crisis</a>:</p>
<blockquote><p>Gli <strong>insulti ai giornalisti </strong>sono all&#8217;ordine del giorno, anche escludendo i casi di servilismo puro: incompetenti, incapaci, neanche verificano.</p>
<p>Una risposta a tali misteri forse può offrirla <a href="http://www.crikey.com.au/2010/03/15/over-half-your-news-is-spin/">una ricerca</a> australiana, dell&#8217;Università di Sydney. Un gruppo di ricercatori si è preso la briga, per un certo lasso di tempo, di andare a verificare alla fonte le notizie date dai giornali. E indovinate cosa? Hanno scoperto che ben <strong>il 55 per cento delle storie analizzate aveva origine da public relations</strong>. Insomma, non vengono riportati fatti scoperti e ricercati dal giornalista, ma semplice spin di agenzie apposite. Così i ricercatori:</p>
<p><em>La nostra investigazione conferma fortemente che il giornalismo di oggi in Australia è <strong>pesantemente influenzato da interessi commerciali </strong>nel vendere un prodotto, limitato e bloccato dai politici, dalla polizia e da chi controlla il messaggio dei media. </em></p></blockquote>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.up-comunicazione.com%2Fpensierilaterali%2F2010%2F03%2F26%2Fi-giornalisti-robot-e-il-mito-dellobiettivita%2F&amp;linkname=I%20GIORNALISTI%20ROBOT%20E%20IL%20MITO%20DELL%26%238217%3BOBIETTIVIT%C3%80"><img src="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>TI CI VORREBBE UN PO&#8217; DI CICCIA ADDOSSO</title>
		<link>http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/2010/03/25/ti-ci-vorrebbe-un-po-di-ciccia-addosso/</link>
		<comments>http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/2010/03/25/ti-ci-vorrebbe-un-po-di-ciccia-addosso/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 14:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[case history]]></category>
		<category><![CDATA[etica della comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Qui avevo riportato la notizia che V Magazine aveva realizzato un servizio con modelle in carne, bene, pare che il meme del &#8220;ciccia è bella&#8221; stia prendendo piano piano piede, qui il Corriere ne scrive un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/uploads/2010/03/over_01_672-458_resize.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1636" title="over_01_672-458_resize" src="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/uploads/2010/03/over_01_672-458_resize.jpg" alt="over_01_672-458_resize" width="672" height="367" /></a></p>
<p><a href="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/2010/01/08/moda-cambio-di-paradigma/" target="_blank">Qui</a> avevo riportato la notizia che V Magazine aveva realizzato un servizio con modelle in carne, bene, pare che il <em>meme</em> del &#8220;<em>ciccia è bella&#8221;</em> stia prendendo piano piano piede, <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_23/sette-donne-xl_2d294ba2-368b-11df-95eb-00144f02aabe.shtml" target="_blank">qui</a> il Corriere ne scrive un lungo articolo.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.up-comunicazione.com%2Fpensierilaterali%2F2010%2F03%2F25%2Fti-ci-vorrebbe-un-po-di-ciccia-addosso%2F&amp;linkname=TI%20CI%20VORREBBE%20UN%20PO%26%238217%3B%20DI%20CICCIA%20ADDOSSO"><img src="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>LA CRISI ERA COLPA DELL&#8217;11 SETTEMBRE, ANZI NO, ABBIAMO CAMBIATO IDEA</title>
		<link>http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/2010/03/08/la-crisi-era-colpa-dell11-settembre-anzi-no-abbiamo-cambiato-idea/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 14:26:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[case history]]></category>
		<category><![CDATA[etica della comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Vi ricordate che dopo l&#8217;11 settembre 2001 davano la colpa della recessione agli attentati? Ci hanno fatto lo sciampo tanto di quel tempo che nonostante le cose fossero note, a cercarle, ormai era sentire comune che fosse tutta colpa di Al Qaeda, bene questo articolo di Repubblica è sintomatico di quanto i media manipolino la realtà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/uploads/2010/03/torri.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1600" title="torri" src="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/uploads/2010/03/torri.jpg" alt="torri" width="435" height="600" /></a></p>
<p>Vi ricordate che dopo l&#8217;11 settembre 2001 davano la colpa della recessione agli attentati? Ci hanno fatto lo sciampo tanto di quel tempo che nonostante le cose fossero note, a cercarle, ormai era sentire comune che fosse tutta colpa di Al Qaeda, bene questo articolo di <a href="http://www.repubblica.it/economia/2010/03/08/news/new_economy-2550110/" target="_blank">Repubblica</a> è sintomatico di quanto i media manipolino la realtà e poi quando siamo fuori tempo massimo, candidamente la scodellano come se nulla fosse.</p>
<blockquote><p>Che cosa provoca esattamente l&#8217;inizio della fine, a partire dal 10 marzo di dieci anni fa? Come tutte le crisi anche quella nasce da un concatenarsi di cause. Alcune hanno analogie con la situazione attuale. Un singolo evento che il 10 marzo 2000 sembra giocare il ruolo del detonatore, è l&#8217;avvio da parte della giustizia americana dell&#8217;esame antitrust su Microsoft, che fa vacillare la &#8220;regina&#8221; dell&#8217;epoca. Più importante a posteriori risulta essere il progressivo giro di vite nella politica monetaria. Tra la fine del 1999 e l&#8217;inizio del 2000 la Federal Reserve è costretta ad alzare i tassi d&#8217;interesse per ben sei volte, nel tentativo di tamponare gli eccessi di liquidità e la bolla speculativa creata dal denaro facile. Ma presto le azioni di risanamento della banca centrale saranno vanificate da altre emergenze: con l&#8217;11 settembre 2001 l&#8217;America è sotto la duplice minaccia di un attacco terroristico senza precedenti, insieme con una recessione. La Fed deve tornare a pompare liquidità nel sistema, facilitando così la nascita di una nuova bolla (al posto del Nasdaq, subentra il mercato immobiliare). La nuova Amministrazione Bush &#8220;cura&#8221; la recessione con tagli d&#8217;imposte indiscriminati, che assieme alle guerre in Afghanistan e Iraq contribuiscono a creare deficit pubblici travolgenti. Nel frattempo l&#8217;attenzione agli eccessi speculativi ha partorito rimedi troppo limitati &#8211; i dirigenti di Enron sono in galera e la legge Sarbanes Oxley impone più trasparenza ai bilanci societari &#8211; ma lascia intatto e sregolato tutto l&#8217;universo della finanza derivata.</p></blockquote>
<p>Nell&#8217;articolo come potete leggere si dice candidamente che dal 2000 le cose stavano precipitando ma fino ad adesso i media mainstream avevano sostenuto un altra favola, ma si sa Bush non c&#8217;è più la recessione, quella tosta è arrivata senza che ci fossero scuse pronte da incolpare e quindi si può raccontare come andò senza pericoli.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.up-comunicazione.com%2Fpensierilaterali%2F2010%2F03%2F08%2Fla-crisi-era-colpa-dell11-settembre-anzi-no-abbiamo-cambiato-idea%2F&amp;linkname=LA%20CRISI%20ERA%20COLPA%20DELL%26%238217%3B11%20SETTEMBRE%2C%20ANZI%20NO%2C%20ABBIAMO%20CAMBIATO%20IDEA"><img src="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>CISL COLA?</title>
		<link>http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/2010/02/02/cisl-cola/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 16:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[case history]]></category>
		<category><![CDATA[etica della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cisl]]></category>
		<category><![CDATA[Pepsi Cola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Non verrei dire, mah, cosa gli è venuto in mente all&#8217;agenzia che ha fatto il redesign del logo CISL?</p>
<p>E’ stato presentato ufficialmente il nuovo logo della Filca-Cisl, che si uniforma così a quello della Cisl confederale. ”Il nuovo logo – dichiara Domenico Pesenti, segretario generale della Filca-Cisl – costituisce un simbolo di riconoscimento unico, ed utilizza il marchio utilizzato dalla Confederazione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/uploads/2010/02/immagine-48.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1551" title="logo-cisl" src="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/uploads/2010/02/immagine-48.png" alt="logo-cisl" width="253" height="144" /></a><a href="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/uploads/2010/02/immagine-47.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1553" title="immagine-47" src="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/uploads/2010/02/immagine-47.png" alt="immagine-47" width="157" height="154" /></a></p>
<p><a href="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/uploads/2010/02/immagine-47.png"></a>Non verrei dire, mah, cosa gli è venuto in mente all&#8217;agenzia che ha fatto il <em>redesign</em> del logo <a href="http://www.cisl.it/" target="_blank">CISL</a>?</p>
<blockquote><p>E’ stato presentato ufficialmente il nuovo logo della Filca-Cisl, che si uniforma così a quello della Cisl confederale. ”Il nuovo logo – dichiara <strong>Domenico Pesenti</strong>, segretario generale della Filca-Cisl – costituisce un simbolo di riconoscimento unico, ed utilizza il marchio utilizzato dalla Confederazione, così come avviene in tutte le altre categorie. Questo perché anche nella nostra Federazione ci sia uniformità di immagine e di riconoscimento”.</p>
<p>Il logo ha come temi di fondo i colori storici della Cisl, il bianco ed il verde, e recupera all’interno di un elemento sferico il tema dell’incontro e della condivisione, attraverso una efficace combinazione cromatica.</p>
<div><a href="http://www.filca.cisl.it/online/?p=5011" target="_blank">qui</a></div>
</blockquote>
<div>La prossima volta che prendete la pizza chiedete una Cisl Cola!</div>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.up-comunicazione.com%2Fpensierilaterali%2F2010%2F02%2F02%2Fcisl-cola%2F&amp;linkname=CISL%20COLA%3F"><img src="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>INSEGNAMENTO E RELIGIONI, COESISTENZE DIFFICILI</title>
		<link>http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/2010/01/27/insegnamento-e-religioni-coesistenze-difficili/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 19:35:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memi]]></category>
		<category><![CDATA[case history]]></category>
		<category><![CDATA[etica della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Darwin]]></category>
		<category><![CDATA[Olocausto]]></category>
		<category><![CDATA[Regno Unito]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ieri riportavo qui la notizia, falsa, che mi era giunta per e-mail, che il Regno Unito ha rimosso l’Olocausto dai piani di studio scolastici poichè “offendeva” la popolazione musulmana.</p>
<p>In realtà è successo che si lascia libertà agli insegnanti, senza però incoraggiare questo, di affrontare o meno argomenti che possano turbare le convinzioni degli studenti, come appunto l&#8217;Olocausto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri riportavo <a href="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/2010/01/26/balle-sullolocausto-e-la-scuola-inglese/" target="_blank">qui</a> la notizia, <em>falsa</em>, che mi era giunta per e-mail, <em>che il Regno Unito ha rimosso l’Olocausto dai piani di studio scolastici poichè “offendeva” la popolazione musulmana.</em></p>
<p>In realtà è successo che si lascia libertà agli insegnanti, senza però incoraggiare questo, di affrontare o meno argomenti che possano turbare le convinzioni degli studenti, come appunto l&#8217;Olocausto, ma anche le crociate si diceva. Questo nelle scuole primarie.</p>
<p>Ovviamente la cosa è molto diversa dalla soppressione dai piani di studio, resta però a mio parere una posizione terribilmente ambigua, codarda e in difensiva.</p>
<p>Di questa situazione della scuola inglese me ne ero già fatto un idea vedendo la trasmissione di Richard Dawkins, <a href="http://video.google.com/videoplay?docid=-828270247063909484&amp;hl=it&amp;emb=1#docid=-4471435322910215458" target="_blank">The Genius of Charles Darwin</a>. Se andate al 25° minuto del video qua sotto capirete cosa intendo.</p>
<p><code><embed id=VideoPlayback src=http://video.google.com/googleplayer.swf?docid=-828270247063909484&hl=it&fs=true style=width:400px;height:326px allowFullScreen=true allowScriptAccess=always type=application/x-shockwave-flash> </embed></code></p>
<p>Potete vedere la paura negli occhi degli insegnati che cercano di giustificarsi arrampicandosi sugli specchi, ma resta evidente che la loro è un abdicazione all&#8217;insegnamento. Io capisco che la coesistenza con mentalità di diversa provenienza sia difficile, ma se un insegnante per il timore di scatenare la polemica degli studenti o dei genitori abdica al suo ruolo, vuol dire che il suo mestiere è un altro.</p>
<p>La matematica, la fisica, l&#8217;evoluzionismo, la storia intesa come fatti documentati, in questo caso dell&#8217;Olocausto dove esistono registrazioni, film, foto, oggetti, luoghi ed è incontrovertibile che sia successo, non sono cose di cui si può discutere se insegnare o meno, se non le vuoi ascoltare perché la tua religione le nega a prescindere sono problemi tuoi, resta ignorante se vuoi, ma un istituzione di un paese laico non può evitare di insegnare un argomento solo perché discuterne può offendere la sensibilità di un alunno.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.up-comunicazione.com%2Fpensierilaterali%2F2010%2F01%2F27%2Finsegnamento-e-religioni-coesistenze-difficili%2F&amp;linkname=INSEGNAMENTO%20E%20RELIGIONI%2C%20COESISTENZE%20DIFFICILI"><img src="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>S. BENEDETTO, IL PIACERE DI PAGARE LE MULTE</title>
		<link>http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/2010/01/19/s-benedetto-il-piacere-di-pagare-le-multe/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 15:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[case history]]></category>
		<category><![CDATA[etica della comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p class="wp-caption-text">Immagine via Marketingjournal.it</p>
<p>L&#8217;Ansa riporta la notizia che l&#8217;antitrust sanziona per 70 mila euro la società Acqua Minerale San Benedetto per la campagna pubblicitaria sulla bottiglia &#8216;ecofriendly&#8217;.</p>
<p>Per l&#8217;Antitrust non risulta che la societa&#8217; &#8216;abbia proceduto a effettuare studi per dimostrare e certificare la veridicita&#8217; delle affermazioni&#8217;.</p>
<p>Sapete 70 mila euro cosa sono in un budget pubblicitario come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1508" class="wp-caption alignnone" style="width: 778px"><a href="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/uploads/2010/01/fardello_nat15l_fronte.jpg"><img class="size-full wp-image-1508" title="fardello_nat15l_fronte" src="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/uploads/2010/01/fardello_nat15l_fronte.jpg" alt="Immagine via Marketingjournal.it" width="768" height="824" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine via Marketingjournal.it</p></div>
<p>L&#8217;<a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2010/01/18/visualizza_new.html_1674812664.html" target="_blank">Ansa</a> riporta la notizia che l&#8217;antitrust sanziona per 70 mila euro la società Acqua Minerale San Benedetto per la campagna pubblicitaria sulla bottiglia &#8216;ecofriendly&#8217;.</p>
<blockquote><p>Per l&#8217;Antitrust non risulta che la societa&#8217; &#8216;abbia proceduto a effettuare studi per dimostrare e certificare la veridicita&#8217; delle affermazioni&#8217;.</p></blockquote>
<p>Sapete 70 mila euro cosa sono in un budget pubblicitario come quello di San Benedetto? Sapete quanti la leggeranno questa notizia?</p>
<p>Siamo sempre alle solite, secondo voi perché queste cose non appaiono sui quotidiani, forse che le pagine da <em>100 e passa mila euro </em>che paga San Benedetto fanno la differenza?</p>
<p>Possibile che le campagne di Marketing debbano essere sempre e solo fuffa da imbonitori? Finché l&#8217;antitrust invece di fare multe, non imporrà di mandare, mezzo stampa, rettifiche a forza di paginoni non cambierà nulla, 70 mila euro sono una bazzecola del loro budget.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.up-comunicazione.com%2Fpensierilaterali%2F2010%2F01%2F19%2Fs-benedetto-il-piacere-di-pagare-le-multe%2F&amp;linkname=S.%20BENEDETTO%2C%20IL%20PIACERE%20DI%20PAGARE%20LE%20MULTE"><img src="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>BENEDETTO PAPA!</title>
		<link>http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/2010/01/16/benedetto-papa/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 15:26:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Memi]]></category>
		<category><![CDATA[etica della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Bioetica]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Benedetto XVI]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>La legge morale naturale, dalla quale la Chiesa fa derivare le proprie convinzioni in materia di bioetica, &#8220;non è esclusivamente o prevalentemente confessionale&#8221;, ma è &#8220;iscritta nel cuore di ogni uomo&#8221; e &#8220;interpella ugualmente la coscienza e la responsabilità dei legislatori&#8221;, anche se non credenti. Benedetto XVI</p>
<p>QUI</p>
<p>Ma dove l&#8217;ha trovata scritta questa legge morale naturale? perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/uploads/2010/01/papa_smurf.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1475" title="papa_smurf" src="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/uploads/2010/01/papa_smurf.jpg" alt="papa_smurf" width="382" height="454" /></a></p>
<blockquote><p>La legge morale naturale, dalla quale la Chiesa fa derivare le proprie convinzioni in materia di bioetica, &#8220;non è esclusivamente o prevalentemente confessionale&#8221;, ma è &#8220;iscritta nel cuore di ogni uomo&#8221; e &#8220;interpella ugualmente la coscienza e la responsabilità dei legislatori&#8221;, anche se non credenti. Benedetto XVI</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/01/15/news/bioetica_papa_credenti-1956411/" target="_blank">QUI</a></p></blockquote>
<p>Ma dove l&#8217;ha trovata scritta questa legge <em>morale naturale?</em> perché guardate che vi sta prendendo per i fondelli, non esiste nessuna legge morale naturale, esistono <em>Norme morali Culturali</em>, che a seconda del contesto storico, geografico e politico cambiano, anche piuttosto velocemente, provate a guardarvi <em>Divorzio all&#8217;italiana</em> e capirete che era tollerato l&#8217;omicidio passionale fino a poco tempo fa, oppure era tollerato andare in chiesa la domenica e poi andare al bordello la sera, o era comune l&#8217;omicidio tra &#8220;gentiluomini&#8221; se perpetrato durante un duello con tanto di testimoni. Per non parlare delle torture e i roghi della chiesa che da un lato dicono che non bisogna uccidere e dall&#8217;altro si sono macchiati dei peggiori crimini dell&#8217;umanità che neanche Hitler e se qualcuno si scandalizza di questa mia opinione è problema suo e dei propri pregiudizi, perché se non sbaglio i preti bruciavano ebrei fino all&#8217;altro ieri con qualche scusa demoniaca solo per impossessarsi dei loro averi.<span id="more-1472"></span></p>
<p>Mi sono deciso a scrivere questo post non solo i reazione a questo articoletto, ma perché anche ieri per radio ho sentito discutere su questo argomento della fecondazione assistita e un esimio professor nonsochi, perché non ho afferrato, sosteneva che la pratica di selezionare gli embrioni sani dai malati, prima dell&#8217;impianto in utero, <em>non è moralmente accettabile</em> e per lui si tratta di eugenetica. Questo esimio professore sostiene che si dovrebbe impiantare la donna con il primo embrione che capita con un alta probabilità che sia malato. Faccio notare che chi si rivolge alla medicina per avere un figlio viene da una storia di sofferenza lunga e tormentata, magario con alle spalle numerosi aborti spontanei e tanta frustrazione, e secondo la <em>vulgata cattolica</em> sarebbe <em>morale</em> impiantare un embrione sapendo che può essere malato, aspettare che la natura proceda e visto che la legge lo concede chi non è cattolico può poi abortire e chi lo è se lo tiene perché lo dice il Papa. Io vorrei vedere questo esimio professore fare quasto discorso a sua moglie, anzi vorrei che vederli tutti a farlo! Vorrei ricordare, solo come esempio, che i Testimoni di Geova non trovano accettabile anche tante altre pratiche mediche, come ogni forma di vaccino o le trasfusioni sanguinee, bene se queste posizioni ad un cattolico paiono assurde i cattolici dovrebbero rendersi conto che a me paiono assurde le loro di posizioni, la differenza è che non c&#8217;è un Papa Testimone di Geova che influenza la politica italiana cercando di impedire all&#8217;Avis di fare il proprio mestire loro si limitano a suonare il campanello la domenica mattina quando vorresti dormire.</p>
<p>E comunque al di là di questo vorrei capire perché una società laica dovrebbe lasciarsi imporre dal Vaticano i propri valori, se i cattolici non vogliono aborto, eutanasia, fecondazione assistita liberi di non farlo, finché non lede le libertà degli altri, che per me <em>quelle</em> sono un valore non le loro credenze medieovali, ma se un <em>libero pensatore</em> (ateo mi ha stufato io non sono un senza dio è dio che per me vale come il Grande Puffo –si, le minuscole sono volute– e la mia coscienza è libera di pensare in autonomia senza dogmatismi imposti dal <em>libro</em>) vuole agire in coscienza deve essere libero di farlo, altrimenti tra i talebani e i cattolici non c&#8217;è differenza!</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.up-comunicazione.com%2Fpensierilaterali%2F2010%2F01%2F16%2Fbenedetto-papa%2F&amp;linkname=BENEDETTO%20PAPA%21"><img src="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>MODA, CAMBIO DI PARADIGMA?</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 11:27:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Memi]]></category>
		<category><![CDATA[case history]]></category>
		<category><![CDATA[etica della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Su Route66 del Corriere trovo la notizia che V Magazine ha fatto un bel servizio con modelle in carne, non maggiorate, proprio con qualche kilo addosso. Si auspica che possa essere una svolta epocale, anche io lo spero perché sempre più le adolescenti sono schiave dello stereotipo imposto dalla moda che diciamocelo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/uploads/2010/01/modella-maglione-e-leopardata.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1449" title="modella-maglione-e-leopardata" src="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/uploads/2010/01/modella-maglione-e-leopardata.jpg" alt="modella-maglione-e-leopardata" width="720" height="480" /></a></p>
<p>Su <a href="http://route66.corriere.it/2010/01/_xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx_xxxxxx.html" target="_blank">Route66</a> del Corriere trovo la notizia che V Magazine ha fatto un bel servizio con modelle in carne, non maggiorate, proprio con qualche kilo addosso. Si auspica che possa essere una svolta epocale, anche io lo spero perché sempre più le adolescenti sono schiave dello stereotipo imposto dalla moda che diciamocelo è irrealistico e misogino.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.up-comunicazione.com%2Fpensierilaterali%2F2010%2F01%2F08%2Fmoda-cambio-di-paradigma%2F&amp;linkname=MODA%2C%20CAMBIO%20DI%20PARADIGMA%3F"><img src="http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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