QUESTIONI DI STILE

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In seguito ad un documento diffuso dalle accademie della Crusca e dei Lincei, questo articolo di Cesare Segre sul Corriere, ha dato origine a un piccolo dibattito riportato qui.

Si parla di registro aulico, colto, medio, colloquiale, familiare, popolare, ecc. Sappiamo che ci si esprime diversamente parlando a un re o a uno straccivendolo, in un’assemblea o all’osteria, a un superiore o a un compagno di bisbocce; o anche a un vecchio o a un bambino. Cambia la scelta delle parole: sventurato, sfortunato, scalognato, iellato, sfigato hanno, più o meno, lo stesso significato, ma appartengono a registri diversi. Cambia la sintassi: nel Nord il passato remoto si usa solo nei registri più alti, e l’indicativo tende a sostituire il congiuntivo; gli per «a lei» è condannato, ma usato a livello colloquiale; i dialettalismi, che insaporiscono la lingua, sono inopportuni ai livelli alti. Chi non sa usare i registri crea situazioni d’imbarazzo, e può persino offendere, quasi ricusasse le differenze tra le categorie e le funzioni sociali. Certo, si può far violenza ai registri per polemica o per esibizionismo, ma anche in quel caso occorre conoscerli; non ci si può certo appellare allo stile postmoderno, che ha già portato più equivoci che chiarimenti. I giovani sono quelli che sembrano ignorare di più i registri, e con ciò stesso si mettono in condizione d’inferiorità, perché mostrano di non aver rilevato, nel parlare, che la scelta linguistica denota la loro attitudine a posizionarsi rispetto ai propri simili, e a riconoscere il ruolo o i meriti degli interlocutori. Continue reading QUESTIONI DI STILE

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PASOLINI, IL PROFETA

Sto terminando di leggere Petrolio di Pasolini, romanzo che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere una summa del poeta, il suo capolavoro, purtroppo ce lo hanno portato via prematuramente, nel modo che sapete e con i fini che sapete. Il romanzo è incompiuto, frammentario, ma trasuda grandezza, purtroppo nonostante le sue oltre 500 pagine tanti, troppi capitoli [...]

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ČECHOV L’ECOLOGISTA

Sabato sera siamo stati a teatro a vedere Zio Vanja di Čechov e la regia nientepopòdimenoche di Andrei Konchalovsky che se qualcuno di voi è minimamente cinefilo conoscerà sicuramente.

Voglio parlarvi di questo spettacolo per due motivi il primo per invitarvi a vederlo, se siete frequentatori di teatro e se vi piace quello russo questa è un occasione imperdibile, se viene [...]

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PASOLINI INTERVISTA UNGARETTI

Fast Tube [...]

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